Olivicoltura di confine: consolidamento statico di olivi

Sembra una cartolina l’oliveto di Pellegrino Parmense, 400 olivi autoctoni piantati una decina di anni fa, ora in piena produzione e nel massimo della loro bellezza. Purtroppo, una grossa nevicata alla fine dell’inverno 2025 molto consistente ha causato gravi danni a parecchie piante. Hanno subito importanti rotture di rami, decorticazioni e si sono create fessurazioni importanti.

L’olivicoltura nelle nostre zone deve avere accortezze particolari, soprattutto per quanto riguarda la potatura, che va calibrata in base alle esigenze della pianta e del territorio. Tuttavia, gli eventi occasionali e di grossa intensità possono mettere alla prova le piante.

Essendo i loro consulenti, siamo intervenuti subito: alcuni rami sono stati tagliati, le lesioni sono state disinfettate e le fessurazioni importanti che si erano create sono state consolidate. È stato realizzato un consolidamento dinamico con barre filettate e apposite punte da legno per fissare le branche compromesse dalla crepa, che a seguito della crescita della chioma e delle sollecitazioni avrebbe rischiato di aprirsi con il passare del tempo.

Le lesioni sono state ovviamente disinfettate, ma per salvare le piante questo era il danno minore. L’importante è non scoraggiarsi: l’olivo è una pianta robusta e molto resistente, che riuscirà a far fronte a questo imprevisto. L’operazione fondamentale dei prossimi anni sarà la potatura, per riequilibrare la chioma ed evitare, per quanto possibile, il ripetersi di danni simili.

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