FAQs

TREE CARE

Tema: Analisti stabilità alberi

Sì, è sempre un segnale da non ignorare. I funghi che crescono sulla corteccia, al colletto o vicino alle radici indicano che il legno interno o l’apparato radicale potrebbero essere in decomposizione. Non significa automaticamente che l’albero sia pericoloso, ma è un sintomo che richiede una valutazione tecnica: alcune specie fungine agiscono sul legno e ne riducono la resistenza, altre degradano le radici compromettendo la stabilità. Serve una diagnosi professionale per capire la gravità del problema.

No. I funghi che vedi sono solo la “parte esterna” (i corpi fruttiferi) di un organismo molto più grande che vive all’interno della pianta. Rimuoverli non elimina il fungo né ferma la decomposizione. Può essere utile per pulizia o per monitorare la situazione, ma non ha alcun effetto curativo. Solo una valutazione agronomica può stabilire se l’infezione è superficiale o se compromette la stabilità.

Perché si tratta di capitozzatura, una pratica molto dannosa. Tagliare la cima apre grandi ferite che possono marcire, indebolendo l’albero e provocando la crescita di rami instabili che si spezzano facilmente. Inoltre, non “risolve” il problema dell’altezza: l’albero ricresce velocemente e in modo disordinato, diventando più costoso e rischioso da gestire.

A volte sì. Le estati sempre più calde e secche mettono sotto stress anche gli alberi maturi. Una pianta debilitata può mostrare ingiallimenti, seccume apicale e riduzione della crescita. Irrigare poche volte ma in profondità, nei periodi più critici, aiuta a prevenire stress cronico evitando fenomeni di embolia xilematica. È importante fornire acqua non direttamente alla base della pianta ma ben distribuita sotto tutta la proiezione della chioma, dove sono presenti le radici assorbenti. Un accumulo di acqua al colletto potrebbe favorire lo sviluppo di funghi agenti di marciume radicale.

Alcune specie sviluppano radici superficiali naturalmente, soprattutto in suoli compattati o poveri. Pur essendo a volte un problema se sollevano pavimentazioni o interferiscono con manufatti, la loro recisione consiste sempre in una ferita aperta che può favorire l’infezione da parte di patogeni. Una verifica tecnica aiuta a capire se è possibile intervenire per mitigare il problema o migliorando le condizioni del sito.

In piccole quantità no, ma quando ricopre il tronco o la chioma può trattenere umidità, appesantire i rami e nascondere difetti strutturali. Nelle piante mature può aumentare il rischio di rotture in caso di vento. In questi casi è consigliabile contenerla o rimuoverla.

Perché ogni intervento strutturale su un albero ha conseguenze sulla sua salute e sulla sua stabilità. Il tecnico abilitato e qualificato valuta le condizioni del fusto, delle radici, della chioma e del sito per capire se la pianta è davvero pericolosa o se può essere recuperata con interventi mirati. Molti abbattimenti fatti “per sicurezza” si rivelano evitabili con una diagnosi corretta, mentre difetti gravi possono sfuggire a un occhio inesperto.

Alcuni segnali sono evidenti: grandi rami secchi, funghi, cavità, fessurazioni, radici danneggiate, terreno sollevato. Tuttavia, molti difetti importanti non sono visibili dall’esterno. Per questo l’analisi fitostatica è fondamentale per una valutazione affidabile: attraverso indagini visive e/o strumentali, è possibile identificare le criticità più significative, attribuendo la propensione al cedimento e gli interventi conservativi necessari.

No. Molti alberi crescono inclinati sin dalla giovane età e sono perfettamente stabili. È preoccupante solo se l’inclinazione è recente, se il terreno alla base è sollevato o se le radici mostrano lesioni. Una verifica professionale può distinguere tra una conformazione naturale e un rischio reale.

In natura gli alberi crescono in ecosistemi complessi dove il suolo è fertile, l’umidità è equilibrata, la competizione vegetale è naturale e le radici hanno spazio per espandersi liberamente. In città, invece, le condizioni sono molto diverse: il terreno è compattato e povero, spesso coperto da asfalto o pavimentazioni, le radici devono convivere con tubature e manufatti, e la chioma è esposta a vento canalizzato tra gli edifici. Inoltre, gli alberi subiscono danni involontari, potature scorrette e stress da calore. Per questo la manutenzione professionale non “serve all’albero”, ma lo aiuta a compensare un ambiente che non è naturale per lui permettendogli di essere un elemento funzionale dell’ecosistema urbano.

Tema: Air Spade

L’AirSpade è uno strumento professionale che utilizza un getto di aria compressa ad alta velocità per rimuovere il terreno in modo selettivo e non invasivo. Il principio di funzionamento consente di frantumare la matrice terrosa senza danneggiare le radici degli alberi, né i sottoservizi o altri elementi sensibili presenti nel sottosuolo. Questa tecnologia è diventata un riferimento soprattutto in arboricoltura e nelle attività di scavo delicato, proprio perché permette di ottenere una pulizia precisa e controllata del terreno, rendendo visibili apparati radicali e infrastrutture senza compromettere la loro integrità.

Lo scavo mediante AirSpade è particolarmente indicato in tutte quelle situazioni in cui è essenziale evitare danni a radici. Viene utilizzato, ad esempio, quando occorre esporre l’apparato radicale per valutazioni di stabilità o indagini fitosanitarie, oppure quando si lavora in prossimità di sottoservizi che non possono essere toccati con strumenti meccanici o manuali tradizionali. È molto utile anche per intervenire su terreni compattati, dove serve un decompattamento mirato che non comprometta la fisiologia delle radici. Inoltre, si presta bene per il trapianto di alberi, l’esposizione del colletto radicale o per operazioni di indagine in aree difficili da raggiungere con attrezzature più ingombranti.

Rispetto alle tecniche di scavo manuali o meccaniche, l’AirSpade offre numerosi vantaggi legati alla sicurezza, alla precisione e alla tutela degli elementi presenti nel suolo. Il suo getto controllato permette di allontanare il terreno senza spezzare le radici. Questo rende il lavoro più affidabile e riduce sensibilmente i potenziali danni collaterali. Nel complesso, la tecnologia AirSpade consente uno scavo più rispettoso, preciso e sicuro per le alberature rispetto ai metodi tradizionali.

Tema: Trattamenti fitosanitari

Le concimazioni radicali con palo iniettore consistono nell’introdurre nel terreno, direttamente nella zona esplorata dalle radici assorbenti, una miscela di nutrienti liquidi o in sospensione, mediante un apposito strumento dotato di punta perforante. Il palo iniettore permette di superare gli strati superficiali compattati e di distribuire la soluzione concimante in profondità, in modo mirato e omogeneo. Questo sistema risulta particolarmente efficace quando si lavora su alberi o arbusti che mostrano sintomi di carenze nutritive, ridotta vigoria o stress legati a condizioni di suolo sfavorevoli. L’iniezione localizzata consente infatti una nutrizione più efficiente, evitando la dispersione in superficie e raggiungendo le radici attive con maggiore precisione rispetto alle concimazioni tradizionali

Sempre! La prevenzione è la migliore cura. Tuttavia, tale tecnica è particolarmente indicata e prescritta quando gli alberi manifestano deperimento fisiologico, ingiallimenti fogliari, scarsa crescita o nelle fasi immediatamente successive a stress idrici o interventi di potatura. In questi casi, la concimazione mirata in profondità offre un supporto nutrizionale rapido e direttamente disponibile, favorendo una ripresa più stabile ed efficace dell’attività vegetativa.

Tema: Endoterapia

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Il momento trattamento va eseguito alla fine della fioritura.

No, le piante da frutto non si possono trattare e le piante devono avere un diametro del fusto almeno di 10 cm.

No, le malattie fungine non vengono eliminate con l’endoterapia, è possibile tuttavia effettuare concimazioni al fine di aiutare la pianta a combattere tali patologie.

AGROBIODIVERSITÀ

Tema: Olivo

Sì, l’olivo può crescere bene anche nel nostro territorio. Soffre il ristagno idrico associato alle basse temperature, di conseguenza è fondamentale avere alcune accortezze, ma si possono ottenere fruttuosi oliveti anche nel nostro territorio soprattutto sulla zona collinare.

No, le varietà migliori sono quelle autoctone o quelle che hanno una predisposizione e buona resistenza alle basse temperature.

No, i parassiti principali sono due e una malattia fungina, con pochi trattamenti mirati si può garantire un buon stato di salute dell’olivo.

Utilizzando piante di 3 anni di età dopo un paio di anni dall’impianto l’olivo fruttifica, ma per avere una produzione consistente sarà necessario aspettare circa 4 anni dall’impianto anche se ovviamente è soggettivo al luogo e alle cure colturali che verranno fornite.

Assolutamente si, l’Olio del Ducato, marchio registrato dell’Associazione Olivicoltori di Parma e Piacenza, nel 2020 ha vinto il 3 posto nella categoria “maturo intenso” al concorso internazionale degli oli di Parigi. Anche in questo caso le accortezze sono fondamentali per garantire una buona qualità del prodotto.

Ad oggi no, ci sono progetti in corso per lo sviluppo di questo settore e a solo un’ora di auto si raggiungono i primi frantoio che producono oli di qualità.

Tema: Pomodoro

Il pomodoro riccio di Parma è una varietà di pomodoro tipica della zona di Parma, di forma schiacciata ai poli, costoluto e di grosse dimensioni. È apprezzato per il suo sapore intenso ed può essere consumato fresco in insalata oppure sotto forma di passata.

Il Pomodoro Riccio di Parma ha una pezzatura media di circa 350gr, tuttavia, in condizioni di crescita particolarmente favorevoli, si sono state raccolte anche bacche del peso di quasi 1kg.

No, il Pomodoro Riccio di Parma si può acquistare presso il punto vendita dell’Associazione Pomodoro Riccio di Parma in Strada Pedemontana per Bannone 128, 43029 Traversetolo (PR).

No, non è possibile acquistare i semi del Pomodoro Riccio di Parma ma solo il prodotto venduto fresco o come passata.

Tema: Generico

Dipende dalla varietà che cerca, Equa ha un campo collezione di frutti antichi autoctoni del territorio e collabora con parecchi vivai specializzati ed autorizzati per la vendita di queste varietà.

Tendenzialmente si, bisogna porre attenzione alle specie ovviamente e l’affinità specie specifica.

Equa organizza corsi di formazione specifici, uno dei temi trattati è proprio l’innesto e la riproduzione delle piante da frutto, ma altri sono anche su potatura specifica delle piante da frutto analizzando tutte le forme di allevamento.

Certo, ci occupiamo di chiunque abbiamo bisogno di aiuto per iniziare una nuova attività agricola o per offrire le nostre competenza ad una già avviata.

Lavoriamo con qualsiasi regime di agricoltura, i trattamenti o le pratiche colturali vengono studiate e consigliate in base all’azienda.

No, lavoriamo in tutta l’Emilia e alcune regioni del Nord Italia.

La frequenza dei sopralluoghi varia in base alle necessità della coltura/e di riferimento e agli accordi presi con il cliente.

Sì, dopo le visite sul campo il tecnico elabora un report dove si riassume quanto emerso in fase di sopralluogo ed i consigli per risolvere le eventuali criticità emerse. Ogni report e piano agronomico è personalizzato in base all’azienda, al territorio e alla coltura.

Offriamo pacchetti annuali dove sono concordati insieme al cliente il numero di sopralluoghi e la tipologia di consulenza in base all’esigenza aziendale, oppure è possibile eseguire anche sopralluoghi occasionali a chiamata.

LANDSCAPE

L’ideale, per evitare errori e ottenere l’effetto desiderato, è partire da un progetto strutturato. Anche nei giardini privati, intervenire senza una visione complessiva può portare a scelte poco coerenti, problemi di crescita delle piante o costi aggiuntivi nel tempo. Il primo passo è un sopralluogo tecnico, durante il quale analizziamo esposizione, suolo, drenaggio, vegetazione esistente e modalità di utilizzo dello spazio. Successivamente definiamo insieme obiettivi, stile e budget, traducendo le esigenze in una proposta progettuale chiara: planimetria con scelta delle specie vegetali, eventuali percorsi, aree ombreggiate, sistemi di irrigazione e indicazioni manutentive. In Equa affrontiamo ogni progetto con competenze agronomiche e paesaggistiche integrate, per realizzare spazi verdi che siano belli, resilienti e sostenibili nel lungo periodo.

La scelta delle piante è uno degli aspetti più strategici nella progettazione del verde in ottica di tutela della biodiversità. Non selezioniamo le specie solo in base all’estetica, ma valutiamo attentamente il contesto ambientale, il suolo, il clima e le relazioni ecologiche già presenti nell’area. Privilegiamo specie autoctone o naturalizzate, capaci di adattarsi alle condizioni locali e di offrire risorse alimentari e habitat per insetti impollinatori, avifauna e microrganismi del suolo. Costruiamo composizioni multilivello – alberi, arbusti, erbacee perenni e tappezzanti – per aumentare la complessità ecologica e la resilienza del sistema. L’obiettivo è creare spazi verdi che non siano solo belli, ma che funzionino come ecosistemi vivi: capaci di evolversi nel tempo, ridurre il fabbisogno idrico e limitare interventi manutentivi invasivi, contribuendo concretamente alla qualità ambientale del territorio.

I tempi dipendono dalla dimensione dell’intervento e dalla sua complessità. Un giardino privato può richiedere alcune settimane tra sopralluogo, progettazione e avvio dei lavori; un’area pubblica o un intervento più articolato necessita di tempi più strutturati, anche in relazione ad autorizzazioni e coordinamento con imprese e fornitori. La fase progettuale è fondamentale e non dovrebbe essere compressa: consente di valutare correttamente il contesto, scegliere le specie più idonee, definire dettagli costruttivi e prevenire criticità future. Un progetto ben studiato riduce imprevisti in cantiere, ottimizza il budget e garantisce un risultato duraturo nel tempo.

Sì, nella maggior parte dei casi non è necessario ripartire da zero. Il punto di partenza è sempre l’ascolto: comprendere le esigenze della committenza, le abitudini quotidiane, le aspettative estetiche e il modo in cui lo spazio viene – o vorrebbe essere – vissuto. Un giardino non è solo un insieme di piante, ma uno spazio di relazione, relax e funzionalità. Attraverso un sopralluogo tecnico analizziamo lo stato attuale, individuiamo gli elementi di valore già presenti – alberature mature, visuali, qualità del suolo, strutture esistenti – e valutiamo come migliorare l’organizzazione degli spazi in base al loro utilizzo: aree ombreggiate, zone gioco, spazi conviviali, percorsi, privacy. Spesso è sufficiente riorganizzare le funzioni, integrare nuove specie vegetali o intervenire in modo mirato su alcune parti per ottenere un risultato completamente rinnovato. Un approccio progettuale consente di ottimizzare il budget, evitare interventi superflui e trasformare il giardino in uno spazio coerente con le reali esigenze di chi lo vive, armonico e sostenibile nel tempo.

Progettare un’area verde inclusiva significa creare spazi accessibili, leggibili e fruibili da tutte le persone, indipendentemente da età o capacità motorie e sensoriali. Questo si traduce in percorsi privi di barriere, adeguate pendenze, superfici sicure e drenanti, aree di sosta confortevoli, zone d’ombra e una chiara organizzazione degli spazi. L’inclusività riguarda anche l’esperienza sensoriale: scelta di essenze profumate, varietà cromatiche, texture vegetali e materiali che favoriscano orientamento e percezione. Allo stesso tempo, poniamo grande attenzione alla sostenibilità della filiera. Privilegiamo materiali locali e fornitori del territorio, riducendo trasporti e impatto ambientale. L’utilizzo di materiali a km zero – come pietre locali, legno proveniente da filiere certificate o elementi realizzati da artigiani del territorio – consente di valorizzare le economie locali, garantire maggiore tracciabilità e integrare il progetto nel contesto paesaggistico. Inclusività e sostenibilità non sono elementi accessori, ma principi progettuali che guidano ogni scelta, dalla definizione degli spazi alla selezione dei materiali, per realizzare aree verdi belle, accessibili e responsabili.

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