Il progetto di Sala Baganza come infrastruttura ecologica, sociale ed educativa
Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che il verde non può più essere pensato come un insieme di spazi isolati o come semplice elemento decorativo. I territori hanno bisogno di infrastrutture capaci di mettere in relazione natura, persone e funzioni urbane, restituendo continuità ecologica e qualità dello spazio pubblico. È da questa visione che nasce il progetto “Sala Baganza – una rete verde e blu per la mobilità lenta e il benessere ambientale della comunità”, finanziato nell’ambito del PR FESR 2021–2027, che interpreta il verde e l’acqua come una vera e propria struttura portante del paesaggio urbano e periurbano.
Il progetto non introduce nuovi elementi in modo episodico, ma costruisce una rete continua che attraversa il territorio comunale, collegando ambiti naturali, spazi pubblici, aree agricole, percorsi ciclabili e luoghi della vita quotidiana. Il corridoio ecologico diventa così una spina dorsale ambientale e funzionale, capace di favorire la mobilità lenta, migliorare la qualità ecologica degli spazi e ricucire parti di territorio oggi frammentate, mettendo in relazione ambiti produttivi, residenziali e naturali.
Un ruolo centrale è affidato all’acqua, non come elemento da confinare o regimentare rigidamente, ma come componente viva del paesaggio. Nei Fontanili del Duca e nel Parco dei Fontanili, l’acqua viene resa nuovamente leggibile e accessibile attraverso pozze, piccoli allargamenti della sezione, passaggi pedonali a filo d’acqua e sedute ricavate da materiali naturali. Questi spazi diventano luoghi di osservazione, sosta e apprendimento informale, in cui il rapporto tra suolo, vegetazione e ciclo idrico si manifesta in modo diretto e comprensibile, anche per i più piccoli.
La rete verde e blu attraversa anche gli spazi più urbanizzati, trasformando piazze e margini stradali in dispositivi ecologici attivi. In Piazza della Pace, la depavimentazione e l’introduzione di superfici permeabili permettono di ridurre l’impermeabilizzazione del suolo e di migliorare la gestione delle acque meteoriche, restituendo allo stesso tempo uno spazio più ombreggiato, accogliente e vivibile. Il verde diventa qui uno strumento di mitigazione climatica, ma anche un elemento capace di ridefinire l’esperienza quotidiana dello spazio pubblico.
Lungo via Tanzi, il progetto introduce un sistema vegetale pensato come vero e proprio habitat urbano. Le siepi multifunzionali, i filari alberati e le aree dedicate a insetti impollinatori e avifauna trasformano un’infrastruttura lineare in un ambiente ecologicamente complesso, capace di svolgere funzioni di connessione biologica, mitigazione ambientale e educazione alla biodiversità. Anche in questo caso, la scelta delle specie e delle strutture vegetali racconta un’idea di verde che non è statico, ma evolutivo e adattabile nel tempo.
Un aspetto trasversale a tutto il progetto è l’attenzione alla continuità spaziale. Il mantenimento di quote omogenee e la riduzione dei dislivelli permettono di ampliare visivamente e concretamente le superfici fruibili, rendendo gli spazi più inclusivi, accessibili e adattabili a usi differenti. La percezione di un paesaggio aperto e continuo favorisce una fruizione spontanea e libera, in cui il movimento, il gioco e la sosta si intrecciano senza rigide separazioni.
In questo senso, la rete verde e blu di Sala Baganza assume anche un forte valore educativo. Gli spazi progettati non trasmettono conoscenza attraverso pannelli o dispositivi isolati, ma attraverso l’esperienza diretta: osservare l’acqua che rallenta e si infiltra nel suolo, attraversare un bosco urbano, sostare all’ombra di un filare, muoversi lungo un percorso ciclabile immerso nel verde. È un’educazione che avviene all’aperto, nel quotidiano, e che contribuisce a costruire una relazione più consapevole tra persone e ambiente.