Sfalci differenziati: quando la gestione del verde diventa un progetto ecologico

Il caso del Comune di Sant’Ilario d’Enza

La gestione del verde urbano sta attraversando una fase di profondo ripensamento. Oggi non è più sufficiente garantire ordine e decoro: i parchi e le aree verdi sono riconosciuti come infrastrutture ecologiche fondamentali, capaci di offrire servizi ecosistemici e di sostenere la biodiversità anche in contesti fortemente urbanizzati.

Il progetto di sfalci differenziati del Comune di Sant’Ilario d’Enza nasce proprio da questa visione. Non un semplice cambiamento operativo, ma un approccio progettuale che utilizza lo sfalcio come strumento per leggere il territorio, riconoscerne le funzioni e accompagnarne i processi naturali.

Le funzioni degli spazi e la gestione dello sfalcio

Nei parchi a maggiore fruizione, come il Parco Amicizia tra i Popoli e il Parco Pagliarini, lo sfalcio differenziato è stato impostato per garantire sicurezza e accessibilità, mantenendo le aree centrali più curate e affiancandole a porzioni gestite in modo più estensivo. Questa soluzione consente di coniugare l’uso quotidiano del parco con l’incremento della qualità ecologica.

Le aree verdi di via Federico Fellini svolgono invece una funzione di mitigazione ambientale. Qui lo sfalcio meno intensivo contribuisce ad aumentare la copertura vegetale, migliorare l’assorbimento delle acque meteoriche e ridurre le temperature superficiali, contrastando l’effetto isola di calore.

Infine, nella frazione di Calerno, l’area verde di via Grandi è stata gestita privilegiando una maggiore naturalità, rafforzando la continuità paesaggistica e la biodiversità locale. Si sono creati percorsi di varie dimensioni che hanno cambiato, in parte, il modo di vivere il parco.

Le evidenze scientifiche a supporto degli sfalci differenziati

Le scelte adottate a Sant’Ilario d’Enza trovano un solido riscontro nella letteratura scientifica. Uno studio recente pubblicato nel 2025 sulla rivista Urban Forestry & Urban Greening dal Dipartimento di Biotecnologia e Bioscienza dell’Università Bicocca, dimostra come una gestione dei prati urbani che favorisca erbe alte e specie fiorite aumenti significativamente l’abbondanza e la ricchezza di insetti nei parchi cittadini.

La ricerca evidenzia che:

  • le aree non sfalciate o sfalciate meno frequentemente ospitano un numero maggiore di specie e individui rispetto ai prati tagliati intensivamente;
  • la ricchezza di specie fiorite è uno dei fattori più importanti nel promuovere la biodiversità degli insetti;
  • la presenza di vegetazione più alta favorisce molti gruppi di insetti, in particolare impollinatori quali api solitarie, ortotteri e emitteri;
  • una gestione troppo intensiva, al contrario, riduce drasticamente la complessità ecologica dei prati urbani.

Lo studio sottolinea inoltre come gli sfalci ridotti, soprattutto se organizzati in modo differenziato e “a mosaico”, rappresentino una strategia efficace e replicabile per migliorare la biodiversità urbana, senza rinunciare alla fruizione degli spazi verdi.

Un cambiamento culturale prima ancora che gestionale

Il progetto di Sant’Ilario d’Enza si inserisce quindi in un quadro più ampio di evoluzione culturale del verde urbano. Lo sfalcio non è più un gesto ripetitivo e standardizzato, ma una scelta consapevole, capace di adattarsi ai luoghi, alle loro funzioni e ai tempi della natura.

Gestire il verde in questo modo significa restituire ai cittadini spazi più ricchi, più resilienti e più vivi, e riconoscere che anche nei contesti urbani la biodiversità può trovare spazio, se accompagnata da scelte progettuali attente e informate.

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