Alberi che raccontano

Come la divulgazione crea condivisione e scoperta

Il progetto Alberi che raccontano si è tenuto il 22 e 23 novembre 2025 in occasione della giornata nazionale degli alberi, come un percorso di scoperta lenta e condivisa, capace di mettere in relazione persone, luoghi e paesaggio. Le passeggiate hanno offerto l’occasione di guardare agli alberi monumentali non solo come presenze naturali di grande valore, ma come veri e propri testimoni della storia e dell’identità del territorio parmense.

Il progetto è nato da un lavoro di costruzione condivisa, sviluppato insieme a WWF Parma, che si è aggiudicato il Bando regionale Passeggiate Patrimoniali 2025. In questo percorso Equa ha contribuito alla definizione dei contenuti, degli itinerari e dell’impostazione culturale delle attività, portando uno sguardo progettuale e paesaggistico sul patrimonio arboreo e sui luoghi attraversati.

Attraverso il camminare, il pedalare e il muoversi lentamente, Alberi che raccontano ha restituito centralità all’esperienza diretta dei luoghi. I partecipanti sono stati accompagnati in una lettura del paesaggio che ha intrecciato botanica, storia e cultura, riscoprendo parchi, giardini storici e boschi come spazi vivi, attraversabili e ricchi di significato. Gli alberi monumentali sono diventati punti di riferimento di un racconto più ampio, fatto di memorie, trasformazioni e relazioni tra uomo e natura.

La pedalata urbana Pedalando tra i Giganti Verdi di Parma ha trasformato la città in un museo all’aperto, in cui viali alberati, parchi storici e piazze sono stati riletti attraverso la presenza dei grandi alberi secolari. Il percorso in bicicletta ha permesso di osservare il patrimonio arboreo urbano con uno sguardo nuovo, valorizzando il ruolo degli alberi monumentali come elementi strutturanti del paesaggio cittadino. I platani della Cittadella, i bagolari di viale delle Rimembranze, la farnia del Parco Ducale e il Ginko della stazione ci hanno accompagnato con i loro segreti svelati.

L’escursione Nel cuore verde dei Boschi di Carrega ha condotto i partecipanti in un contesto naturale di grande valore, dove la dimensione ambientale e quella storica si fondono. Camminare all’interno del parco regionale ha significato entrare in contatto con un paesaggio stratificato, modellato nel tempo da scelte umane e processi naturali, in cui gli alberi monumentali rappresentano una continuità vivente tra passato e presente.

La visita I segreti verdi di Villa Malenchini ha offerto invece uno sguardo più intimo sul rapporto tra architettura, giardino e paesaggio. Attraverso il racconto del parco storico e dei suoi alberi secolari, è emersa la capacità del verde di costruire scenari culturali e identitari, in cui la natura diventa parte integrante della storia dei luoghi.

Accanto alle passeggiate in presenza, il progetto ha previsto anche una dimensione narrativa e digitale, attraverso la realizzazione di un video podcast dedicato agli alberi monumentali del territorio parmense. Le puntate hanno raccolto voci, storie e approfondimenti botanici e culturali, permettendo di prolungare l’esperienza delle passeggiate nel tempo e di renderla accessibile anche a chi non ha potuto partecipare fisicamente agli eventi. Il podcast è stato pensato come uno strumento di divulgazione lenta, capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio tra alberi, luoghi e paesaggi, rafforzando il legame tra racconto e territorio ed è pubblicato sul sito Alberi Monumentali.

Nel complesso, Alberi che raccontano ha dimostrato come questi eventi possano essere strumenti efficaci di educazione diffusa e di sensibilizzazione ambientale. Camminare insieme, ascoltare i racconti degli alberi e osservare il paesaggio ha permesso di costruire una relazione più consapevole con il patrimonio verde, rafforzando il senso di cura e responsabilità verso questi monumenti viventi.

Per Equa, la partecipazione a questo progetto ha rappresentato un’occasione per lavorare in modo integrato tra progettazione del paesaggio, divulgazione e collaborazione con il territorio, contribuendo a una visione del patrimonio verde come bene comune, da conoscere, attraversare e tutelare nel tempo.

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