Abbiamo trovato un vecchio vitigno che si pensava estinto!!
ÙVVA OC’ D’PERNISA (Uva Occhio di Pernice)
Specie: Vitis vinifera sativa (L.)
Origine: sconosciuta. Pianta ritrovata da Mauro Carboni a Cafragna presso l’abitazione di Nicola Dall’Olio per una fortuita casualità nel 2022
Questo antico vitigno fu raffigurato in un dipinto del giovane pittore parmigiano Enrico Sartori su commissione di Ferdinando Maestri, probabilmente pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 1860. Non conosciamo il motivo di questo incarico, si presume che il famoso politico, appassionato anche di agricoltura, fece raffigurare le uve prodotte nel proprio podere di Cafragna. A distanza di oltre 160 anni, quindi, venne trovata una vecchia vite in un giardino privato che probabilmente faceva parte del vigneto del famoso politico.
Zona di coltivazione: zona collinare, diffusa soprattutto nel comune di Sala Baganza.
Situazione attuale: vitigno a fortissimo rischio di estinzione perché esiste solo una pianta capostipite di questa varietà. Da questa sono state realizzate nuove piante per evitare l’estinzione.
Foglia: foglia ampia e trilobata con apice accuminato. La pagina superiore è liscia ed ha un colore verde chiaro, quella inferiore è leggermente pubescente. Il picciolo è modesto.
Grappolo: medio, compatto, conico e spesso alato. Gli acini sono rotondi o elissoidali e di colore rosa a maturità.
Caratteristiche agronomiche: vitigno vigoroso che si adatta bene alle condizioni pedoclimatiche collinari. Produzione abbondante e costante. La maturazione attorno alla metà di settembre anche se negli ultimi anni l’andamento stagionale ha anticipato la raccolta.
Usi: vitigno per la produzione di vino che un tempo entrava negli uvaggi della zona. È possibile che vista la particolarità del vitigno potesse essere consumato anche da tavola o se ne poteva fare un vino dedicato.
Caratteristiche enologiche: nel Lunario per l’anno 1872 si trova la descrizione dei principali vitigni che si coltivavano allora in provincia di Parma e per questa varietà si trova scritto: “il suo sapore è dolce e gradevolissimo e produce un vino profumato, sapido, spiritoso ed eccellente”.
Note:
le analisi genetiche dimostrano che si tratta di un vitigno autoctono perché non riconducibile ad altri vitigni conosciuti a livello nazionale. Tuttavia, ad una più accurata analisi, sembra che un progenitore sia la Fortana, quindi probabilmente nato spontaneamente in passato da un incrocio naturale tra un’uva rossa e una bianca.
L’Occhio di Pernice è un’uva davvero particolare perché si tratta dell’unico vitigno rosa della nostra provincia.