Biodiversità agraria: l'olivo

Numerose attestazioni storiche testimoniano che l’olivo è presente nel territorio emiliano da tempo immemorabile. Tuttavia, negli ultimi secoli l’olivicoltura emiliana ha subito un progressivo ed inesorabile abbandono, sostituita dal gelso e dalla vite.

Dall'intuizione di Mauro Carboni nasce nel 2006 l'Associazione Parmense Olivicoltori, che, partendo dalla catalogazione degli antichi ceppi locali, valutando il patrimonio genetico e infine reintroducendo con piantine ottenute per talea, giunge in breve a produrre un olio di altissima qualità, come testimonia la medaglia di bronzo ottenuta al concorso internazionale Huiles du Monde a Parigi nel 2021.

Equa è il riferimento regionale per la messa a dimora e gestione dell'olivo autoctono emiliano: il ritorno di una coltivazione preziosa, unica, affascinante.

Olivi di Parma e Piacenza copertina Storia coltivazione uso dell'olivo in Emilia

Il punto sull'olivicoltura emiliana

Dopo un lungo lavoro di revisione, è uscito "Olivi di Parma e Piacenza", versione riveduta e corretta del classico "Gli antichi olivi del Ducato di Parma e Piacenza". È disponibile su richiesta, oppure presso la libreria Mondadori (Euro Torri) di Parma.

Un testo che è insieme saggio e manuale: partendo dalle ricerche storiche, l’agronomo Mauro carboni riassume le esigenze tecniche dell'olivo in Emilia, fornendo tutte le indicazioni per una coltivazione di successo e la produzione di un eccellente olio. Una vera CHICCA per gli appassionati!